Su #LiguriTutti un po’ di me, della Liguria e dei cittadini reattivi in cammino…#sentierietici

LiguriTutti3-300x138Grazie a un collega attento e che stimo come Marco Preve, grazie alle tante idee, progetti e incontri di questa estate. E a pezzi importanti della mia vita che nascono e tornano in Liguria. Il mio “debutto” su Liguritutti, nei giorni scorsi, spazio per l’informazione libera e civica. Appuntamento tra un mese esatto il 25 settembre a La Spezia con #SentieriEtici

Che cosa significa per me, Liguria. Perchè mi sento di appartenere alla tribù di Liguri tutti?  Il mio amore per questa regione arriva da lontano, dalla mia infanzia. E poi ha costellato molti dei momenti più belli e anche più tragici della mia vita. Per me, figlia di migranti siciliani in Lombardia, il mare della Liguria è stato, ed è tutt’ora un legame con le mie radici palermitane, dall’altra parte dell’orizzonte, a partire dagli anni dell’infanzia passata ad Alassio, il primo  mare che ricordo.

Così come ho imparato ad apprezzare le sue asprezze, i suoi sentieri, la sua bellezza infinita. Qui ho vissuto dolori e amori, ripeto. Qui mio figlio ha avuto il suo battesimo dell’acqua. Qui ho imparato ad amare i sapori che mi riportano a casa, dalle alici al limone, allo sciacchettrà, al gusto di farinata che mi ricorda le panelle. Così come ho amato profondamente i suoi poeti, da Montale a Caproni che mi hanno fatto guardare con occhi nuovi Genova, i sentieri del mare, i limoni, con il sottofondo delle canzoni di De’ Andrè.

Una poesia da cartolina bruciata con Genova 2001, dove la mia generazione ha capito che non avremmo più potuto permetterci ingenuità. Credere e lottare per un mondo più giusto ci sarebbe costato caro. Le botte e i lacrimogeni, la fuga, la paura ci hanno aperto drammaticamente gli occhi sulla vera faccia del potere e dei suoi esecutori.  Il mio primo vero articolo lo scrissi in quella occasione, venne pubblicato a mia insaputa su un quotidiano locale. Avevo raccontato per la prima volta, con “precise parole” ciò che avevamo vissuto allora e chi lo aveva letto si era riconosciuto. Da lì a poco avrei iniziato a percorrere, davvero, la passione della mia vita: scrivere al servizio degli altri. Scrivere civile, per documentare, raccontare la bellezza e il riscatto del mondo. Ma anche denunciare ingiustizie e soprusi, prima come blogger e poi come giornalista.

In tutto questo ritorna sempre la Liguria. Che è bellezza e sofferenza, come quella che sto vivendo personalmente in questa estate. Che è come dice bene Marco Preve, trenette e mattoni. Anzi cemento. Che è memoria, nel ricordare le lacrime quando lalluvione delle Cinque Terre devastò Vernazza e Monterosso, Genova, il petrolio. Significa ricordare quanto l’uomo ha fatto per ignoranza, per ingordigia, per egoismo, qui come altrove.

In questi anni, da quando il mio lavoro di giornalista civica d’inchiesta mi ha portato in giro per l’Italia, ho imparato a vedere il “fronte” e il “retro” di ogni luogo. Riesco ancora a godere della bellezza, ma non dimentico cosa c’è dietro il paravento di un benessere passato, che ci è costato caro in termini di ambiente e salute persi. E ho incontrato, anche un’altra Liguria. Quella per intenderci della collina dei veleni Pitelli, proprio di fronte al luogo cartolina dove ognuno di noi ha scattato una foto, Portovenere. Quella di Vado Ligure, quella delle centrali a carbone.

Ma qui come altrove, come ho iniziato a raccontare nel 2013, ci sono i cittadini che io ho definito “reattivi”. Significativamente sono stati proprio gli abitanti di La Spezia che tra i primi nel 2013, si sono mappati su Cittadini Reattivi, il  sito in cui avevo messo online la mia inchiesta e la mappa partecipata sui siti contaminati e le comunità che lottano per la loro salute in tutta Italia. A La Spezia c’era una centrale a carbone, mi dicevano e le scuole avevano i filtri alle finestre per limitare i danni del particolato ai bambini. Si tagliavano gli alberi storici di piazza Verdi in violazione anche del volere della Sopraintendenza e ci si costruiva una bella piazza tutta lastricata. Nel tempo mi hanno cercato e chiesto di essere ascoltati. Sono tornata più volte. Da giornalista indipendente, che scrive di temi scomodi, ne ho parlato appena ne ho potuto nelle mie inchieste, quando ovviamente riesco a farmele pubblicare. E proprio lo scorso anno sono stata invitata a parlare del mio metodo di giornalismo dinchiesta a Monterosso, ironia della sorte.

sentierietici_ligurituttiE oggi? Oggi sono davvero felice di raccontare di un progetto nuovo che parte proprio da La Spezia, da questa terra che un po’ con il suo mugugno mi ha adottato. Il 25 settembre ci metteremo in cammino per il rispetto dellambiente, della salute e della legalità sulle colline sopra la città, a cavallo tra il Parco Naturale di Monte Marcello, l’Alta Via del Golfo e il Sentiero Liguria.

Lo faremo insieme agli amici di Libera, a Massimo Brunetti di Illuminiamo la salute che con me ha voluto costruire questo percorso ma anche e soprattutto alla comunità spezzina che chi non ci sta a subire ogni giorno l’illegalità che è, per prima, di Stato. Dagli amici di Legambiente, Libera, ai cittadini attivi nei vari comitati che ho imparato a conoscere in questi anni, insieme ai giovani medici e operatori sanitari che da tutta Italia hanno partecipato al campo di Polistena. Sarà un momento per capire, con gli esperti che abbiamo invitato, quello che sta succedendo a La Spezia in termini di mancato rispetto dell’ambiente, della salute e della legalità. E quello che si può fare, insieme, per non stare a guardare.

Un momento sarà poi dedicato alla memoria: con il collega Michele Albanese, minacciato dalla ‘ndrangheta, riveleremo un pezzo di storia che lega la Calabria a La Spezia, ricordando il capitano Natale De Grazia e il suo sacrificio per combattere le ecomafie e i traffici che ancora oggi partono dal porto.

Ma soprattutto e lo dico con commozione, cammineremo lungo quei sentieri etici che portano dalle colline al mare, che i cittadini del borgo di Pitelli e i volontari della Proloco hanno appena ripristinato e reso di nuovo accessibili.

Anche per questo, ne sono convinta, da qui può ripartire la Liguria libera.

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