Il bene comune secondo Kapuścińsky

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(…)
Come definirebbe questa missione?

La missione è qualcosa i cui frutti esulano dalla nostra persona. Non lo si fa solo per comprarsi la macchina o per costruirsi la villa. Lo si fa per gli altri.

Ossia per la convinzione che esista un bene comune
.
Il senso del bene comune esiste senz’altro in ogni società ed è un dovere fondamentale, anche se non si tratta mai di un sentimento di massa. Esiste tuttavia un certo numero di persone dotate di una specie di grazia – per usare il linguaggio della religione – o del dono di fare qualcosa al di fuori della loro vita particolare [48]

“Autoritratto di un reporter”, Ryszard Kapuścińsky, pag. 18-19

[Serendipity] Oggi volente e nolente ho dovuto dedicare un po’ di tempo a me stessa, cosa che ormai faccio molto di rado.
Che fate quando avete la testa “pesante”? Indovinato. Sono andata dal parrucchiere. E poi quando sono uscita ho adocchiato la libreria. Ero entrata per comperare “Nessuno si salva da solo” di Margaret Mazzantini.
In realtà sono uscita con
– “Autoritratto di un reporter” di Kapuściński che vedete nel post e altri quattro libri:
– “Basta così” di Wislawa Szymborska
– “La guerra non ha un volto di donna” di Svetlana Aleksievič
-“Anime baltiche” di Jan Brokken (questo consigliato dalla libraia).
E ho trovato questo, che ha ridato senso alla giornata e non solo a quello.

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