Un semplice promemoria di memorie su Enzo Baldoni. (E perchè abbiamo bisogno di ricordarlo)

 
(…) Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.”

(Il primo post di Enzo Baldoni su Bloghdad  sabato, 24 luglio 2004)

baldonidiarioDieci anni fa sembra oggi. Anzi oggi sembra un po’ peggio di dieci anni fa. Se solo pensiamo ai bambini di Gaza, a quelli siriani, alle guerre d’Africa che continuano nel silenzio dei media italiani. Al nostro Mediterraneo intriso di sangue…

Dieci anni fa, come oggi, non c’erano guerre giuste e sante da sostenere. Nello scontro tra grandi poteri economici e politici, allora e sempre, sono i più deboli, i più indifesi, i più calpestati. I bambini, i poveri, le donne, intere comunità che non riescono a riscattarsi, a cadere, mentre noi inviamo armi e sosteniamo il dittatore di turno. Che finirà nei libri di storia.

Ma non tutti si limitano a guardare o ignorare.  In questi momenti bisogna ricordare chi ha vissuto insieme a loro, chi è andato  e chi è tuttora in quei luoghi per testimoniare il dolore, la sofferenza che altrimenti rimarebbero muti e quindi inesistenti. Per capire e scrivere un’altra storia.

Dieci anni fa c’era ancora Diario su cui avevo incominciato a conoscere Enzo Baldoni.

Dico avevo incominciato perchè Enzo era uno dei primi veri  blogger in Italia, e uno dei primi a parlare di temi scottanti e a farlo liberamente. Da pacifista ma anche da uomo di mondo, con ironia e libertà come nelle sue “Cartoline da Bagdhad a Radio Citta del Capo di Bologna [rimesse online e riandate in onda oggi]

Un grande comunicatore, di mestiere, capace di creare e alimentare mailing list come quella nata intorno a Linus, primo traduttore in Italia di Doonesbury, la striscia di Trudeu sul Washington Post, che gli aveva dedicato, per il suo compleanno, la vignetta messa poi da Diario in copertina, per celebrare la sua morte.

Era anche un volontario della Croce Rossa, particolare che molti sembrano dimenticare in questo momento, e che risulta ancora più inquietante rileggendo le parole di Giusi Bonsignore, sua moglie, ieri nell’intervista a Repubblica.

Ho letto tanti contributi in questi giorni, più degni di questo, semplice promemoria di memorie.

L’invito è comunque quello di andare a leggerlo ed riascoltarlo. Per capire quanto abbiamo bisogno oggi più che mai di uomini e donne giusti e liberi come lui. Anche perchè come ha detto Pino Scaccia, “E’ un fatto pubblico, perché la memoria di Enzo Baldoni appartiene a tutti quelli che lo hanno amato e che tuttora lo amano”.

E un grazie personale da chi scrive va a lui che era con Enzo in quei giorni a Baghdad e che alla chiusura della piattaforma blog di Splinder ha salvato e mantenuto in vita su WordPress “Blogdhad, quattro passi tra Irak e dintorni” il blog di quell’estate irachena che possiamo anche rileggere in Blog Paralleli Enzo Baldoni: una storia ancora da raccontare. Qui invece la versione in pdf a cura di Monica “marchio” Rigato.

Tutti gli articoli e i reportage, nonchè l’archivio degli altri suoi blog, da quello su Timor Est a Cuba, inizialmente su Splinder, ora sono su http://www.balene.it/enzo/

Le vignette di Mauro Biani che lo raffigurano ogni anno, da brivido.

Cartoline da Bagdhad  sul sito di Radio Citta del Capo di Bologna [rimesse online e riandate in onda oggi]

Un bel ritratto a tutto tondo lo trovate su Il blog dell’Alligatore: Enzo Baldoni, ne scrivo io.

Enzo Baldoni ucciso dieci anni fa  di Beppe Giulietti

Enzo Baldoni, dieci anni fa l’omicidio e in Siria si riapre la partita dei sequestri di Mario Portanova

La promessa mantenuta su Peace Reporter (che racconta il ritrovamento del giovane senza gambe da parte di Emergency a cui Enzo aveve promesso aiuto)

L’articolo di Luca Sofri su Wittgenstein (ora Doonesbury appare su Il post anche se dal 4 marzo Trudeau ha sospeso le pubblicazioni)

Gli omaggi di Gary Trudeau su Linus riportati da Fumettologica.

Da ascoltare: Alessio Lega in Zolletta e Samuele Bersani in Occhiali rotti

In Iraq Baldoni non ci era capitato per caso

L’appuntamento per festeggiare il suo compleanno dal vivo sarà, invece, l’8 ottobre a Milano dove il Comune  metterà a disposizione il teatro Dal Verme. Con Lella Costa, i cori del maestro Martinho Lutero, il Cantosospeso di Milano, il Luther King, dal Brasile, Badarà Seck con la sua Missa Luba, percussionisti africani, Alessio Lega che ha scritto una canzone su Enzo. E Guido Baldoni, musicista con la fisarmonica. E traduttore. Come suo padre.

 

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