La giusta distanza

La_giusta_distanza@rosybattagliaLa “giusta distanza” dalle cose, dal mondo qual è?

Quando nel corso della nostra esistenza quotidiana possiamo permetterci un simile lusso?

Non di certo in questi tempi di guerra, di crisi, di rassegnazione, di soprusi, di dolori personali e collettivi.

Che possono anche essere e lo sono, a mio avviso, tempi di riscatto, di ingegno, di solidarietà, di consapevolezza civica, di creatività.

 “Pensieri per resistere, idee per vivere. Meglio” era , e  resterà,  il motto di questo blog, non a caso.  E mi scuso con i lettori e le lettrici, con la mia community reale e potenziale, se ho disertato per un po’ queste pagine.

Ma sapete, ero impegnata a cercare un metodo per interpretare la realtà e fornire la mia chiave di lettura.

Nel lavoro, nella vita, nella mia narrazione del presente.  Lo ho fatto poco qui,  lo avete capito, ma molto sui Social Network e molto attraverso Cittadini reattivi, il progetto di giornalismo civico che, fino ad ora, su Batblog non avevo neppure citato.

Non è stato facile tenere parlare di inquinamento, salute, legalità attorno ad uno dei problemi più inquietanti del nostro Paese e di tutta l’era post industriale, quello delle bonifiche.

Ma è stato entusiasmante incontrare le persone che ci vivono in quelle terre contaminate che sperano, che lottano, per loro e per il futuro dei loro figli. Quelle terre e quelle persone che siamo tutti noi, che sono i boschi dove passeggiamo, i fiumi che guardiamo, i mari dove ci tuffiamo. L’aria che respiriamo nelle città in cui viviamo.

E alla fine di questo primo viaggio, consapevole del termine di un ciclo, che occorre uno scatto in avanti,  mai come ora, mi accorgo di come sia necessario  tenere la giusta distanza.

Serve raccontare le ragioni della nostra era. Del nostro mondo. Del tentativo di un cambiamento. Ordinarle, analizzarle, collegarle a dati e a fatti inequivocabili.

E per farlo occorre anche la giusta distanza, dall’alto come ha fatto Yann Arthus-Bertrand, ma come hanno fatto anche un gruppo di mamme a Castenedolo in provincia di Brescia, scoprendo un paese bellissimo che rischia di diventare senza volto, immobile e deturpato, in una sindone di cemento.

Per capirlo occorre allontanarsi, prendere fiato e spiccare il volo.

Su “la giusta distanza”

Un video: Home di Yann Arthus-Bertrand

Un libro:  La via di Edgar Morin

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