Pavia, festival dei Diritti: la storia di Rossella Casini e la memoria della legalità

locandina-ultimo-domicilio_sconosciuto2Mentre Milano ha celebrato il suo secondo Festival dei Beni Confiscati, a Pavia è partito sotto un titolo devvero impegnativo “Responsabilità”,  la settima edizione del Festival dei Diritti, un ricco calendario di appuntamenti, dal 5 al 30 novembre, che cercheranno di tenere alta l’attenzione su un valore davvero scomodo, ma che va di pari passo, a mio modesto parere, con il concetto di legalità.

Un evento promosso dall’associazionismo pavese, CSV in testa, con l’Assessorato alle Pari Opportunità  del Comune di Pavia che ci fa ben sperare in questi tempi bui nella testa alta della società civile. In Lombardia poi, dove omertà e soprusi contro i deboli, dagli anziani ai migranti, certo non mancano e dove il segno della corruzione e dell’illegalità ha raggiunto ogni livello politico e sociale. E che quindi si scelga di promuovere la cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva non può che essere un raggio di sole in questo autunno in pianura padana.

Ma, appunto, parlando di responsabilità e di quello che è il peso di ogni nostra azione nel bene e nel male, dal ricco programma, non posso non segnalare il lavoro teatrale che andrà in scena lunedì 11 novembre: “Ultimo domicilio sconosciuto“, prodotto dal presidio Libera di Firenze.

Scritto da Giusi Salis e Fiamma Negri, interpretato da quest’ultima, lo spettacolo porta in scena una storia vera, tragica, che chiedeva giustizia e di essere ricordata, come la cara Giusi Salis mi ha raccontato in un nostro incontro a Firenze. La storia è quella di Rossella Casini, giovanissima fiorentina innamorata di un giovane calabrese, “straniera” coinvolta in una faida lontana e punita per avere infranto la regola del silenzio. Trucidata dalla ‘ndrangheta nel 1981, il suo ricordo era rimasto vivo solo nella memoria del padre Loredano, che non aveva mai smesso di cercarla, fino a quando, nel 1994 un’indagine della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria svelerà il delitto.

Il dolore per la perdita di quella figlia di 22 anni scomparsa nel nulla ha ucciso, uno dopo l’altro entrambi i genitori. Un motivo in più per rendere omaggio a Rossella, il cui corpo, dopo essere stata giustiziata, è stato abbandonato in mare.Un epilogo che ci porta all’atroce destino di Lea Garofalo.

E tocca al teatro civile creare un filo rosso nella nostra memoria. Per non dimenticare chi, come Rossella e Lea , è morto per la legalità. 

 

 

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