Amianto, per non dimenticare #cittadinireattivi

Sotto la pioggia centinaia di ombrelli. Donne e bambini insieme a vecchi operai.  Ieri con la mia videocamera ero a Sesto San Giovanni, alla manifestazione indetta dal Comitato per la Difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, in occasione della Giornata mondiale contro l’amianto.
Sesto, salita alle cronache per la corruzione e la speculazione edilizia, ex Stalingrado d’Italia, un tempo grande città operaia, oggi porta dentro di sè grandi cicatrici.
Da una parte quelle delle enormi aree dismesse, dalle ex Acciaierie Falck all’Area Vulcano, che attendono ancora di essere bonificate, come tanti altri siti inquinati di interesse nazionale e regionale di cui parlerò in Cittadini reattivi
Dall’altra quella di centinaia di uomini e donne esposti all’amianto, che come nel caso delle Officine Breda (azienda di Stato prima di essere
privatizzata) hanno ottenuto un programma di vigilanza sanitaria per accertare i danni irreversibili determinati dall’absesto. Ottenuto a colpi di morti e funerali, di processi contro “i padroni” come raccontano nel libro “Operai, carne da macello”.
L’amianto veniva usato nelle lavorazioni dell’acciaio per impedire la rottura dei pezzi dopo la fusione. Chi lavorava in certi reparti ne era avvolto, lo respirava dal mattino alla sera, insieme ad altre sostanze tossiche e pericolose. E così come alle Breda, alla Eternit di Casale, alla Fibronit di Broni, Porto Marghera, Monfalcone, Taranto, Ravenna e in Val di Susa e in tanti altri luoghi d’Italia e del mondo.
Oggi in una giornata uggiosa, penso al caffè bevuto insieme, dopo il corteo. Penso ad un gruppo di donne e di uomini uniti nel dolore della perdita di colleghi, amici, mariti e padri, che hanno lottato e continuano a lottare per ottenere il riconoscimento di un danno irreversibile, nell’incertezza di malattie e un cancro, il mesiotelioma,  che può manifestarsi con una latenza lunghissima.
Una comunità di cittadini reattivi che mi ha trasmesso un grande senso di dignità, giustizia, determinazione.
Ed è mio dovere non dimenticare, non far cadere l’oblio, parlare di loro.
Con coraggio.

Comments

  1. Complimenti. Speriamo che la situazione migliori.
    Vi segnalo anche un articolo pubblicato qualche giorno fa sul blog risvegliosinaptico.wordpress.com.
    Ecco il link:
    http://risvegliosinaptico.wordpress.com/2013/04/25/giornata-mondiale-sicurezza-salute-lavoro/

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