Il sangue dei bambini di Gaza e della Siria sulla giornata dei diritti per l’infanzia

Che anniversario è? Che cosa si può dire davanti alla morte di decine, centinaia, migliaia di bambini, colpevoli di essere nati nel luogo sbagliato? Da Gaza ad Aleppo, dalla Palestina alla Siria. Che senso ha tutto questo?

Mentre mio figlio dorme, penso a quei piccini che non dormono più, tormentati dal conflitto e dalla guerra.

Per anni mi sono impegnata e ho lavorato in prima linea per ricordare l’importanza della Convenzione di New York.

Oggi mi chiedo seriamente: ma che senso ha tutto questo?  Se nonostante leggi, protocolli, carte, non riusciamo a dare pace ai nostri figli?

Se sbattiamo in prima pagina i corpi violati di cuccioli d’uomo, condannati a morire come mosche.

Se usiamo i loro corpi trafitti dalle bombe come scudo per gli sporchi interessi di un mondo che non ha niente di umano.

Non me ne vogliano gli amici di UnicefSave the Children, nè quelli di Terre des Hommes, come tutti coloro che hanno a cuore la sorte dei bambini e delle bambine di tutto il mondo.

Oggi non mi sento di dover festeggiare nulla, vedo solo sangue e lacrime su quelle vite innocenti che noi, ancora una volta,  non siamo stati in grado di difendere.

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