Strada provinciale 40: una, cento, mille ragazze… da Terre di mezzo – novembre 2012

Le luci si accendono ad intermittenza come i fari delle auto nella notte, tra il pubblico, intorno al palco. Pile elettriche illuminano i volti di ragazze truccate, vestite di nero, tacchi alti e scollatura. Ad ogni scatto di luce, in un punto disparato della sala, le attrici Nastassia Calia, Martina Galletta, Gabriella Italiano, Alice Protto, si alternano in racconti spezzati che si rincorrono e avvicendano tra loro.

Danno voce a Becky, Anna, Valentina, Lucia e tante altre protagoniste di “Strada provinciale 40“, racconto verità sulle donne che si prostituiscono nel buio della Binasca, la via che da Milano porta verso Pavia. Un campionario vivente delle 49mila persone che in Italia vivono nella stessa condizione, secondo i dati forniti dal Gruppo Abele.

“Ho percorso la provinciale 40, tutti i giovedì sera per 12 mesi, insieme all’Unità di strada dei Padri Somaschi, da anni in prima fila nella lotta allo sfruttamento della prostituzione”, racconta Cristina Belgioioso, autrice e regista. Una collaborazione nata all’interno del progetto “The nero notte” che ha visto lavorare fianco a fianco la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi e Mara Heidempergher, operatrice sociale con sensibilità e competenze teatrali.

Lì, sul ciglio della strada, con le macchine che sfrecciano a gran velocità, interrotta continuamente da clienti frettolosi, davanti a un thermos di tè caldo, Cristina ha raccolto insieme a lei le loro testimonianze. “Strada provinciale -precisa Cristina- è la trasposizione di quei dialoghi quasi impossibili, che sentivo di dover restituire senza filtri, nella loro dimensione umana e drammatica”.

Un lavoro che apre uno squarcio sulla schiavitù sessuale di tante giovani donne soprattutto straniere, che subiscono nel silenzio generale soprusi e violenze, alimentati dalla promiscuità di almeno 9 milioni di italiani. “Strada provinciale 40”, dopo il debutto all’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini e la presenza in cartellone a novembre al Festival Edge di teatro sociale (6-7) e a Festival dei Beni confiscati (9-10), tornerà a Milano in primavera all’Elfo Puccini. “Abbiamo sempre cercato luoghi marginali per la rappresentazione -commenta la regista- sarà inconsueto sperimentare gli spazi di un teatro, così lontani dalla Binasca“.

Articolo pubblicato su Terre di mezzo street magazine di novembre 2012

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