Cronache di famiglia (a #teatro ) – Terre di mezzo street magazine maggio 2012

“Cu nesci, arrinesci”, dice un proverbio siciliano. Chi se ne va, ce la fa. È questo il destino di Tindaro Granata, classe 1978, nato a Patti, nella provincia messinese, e fuggito oltre dieci anni fa dalla sua terra per dare voce alla passione per il teatro, al grido di “la Sicilia è bella, ma la libertà è più bella assai”. Approdato a Roma, grazie all’indubbio talento e “a un po’ di fortuna”, arriva a lavorare con grandi protagonisti della scena come Massimo Ranieri e Giulio Scarpati. Ed è così che, dopo un decennio di gavetta come attore di prosa e l’ennesimo trasloco a Milano, esordisce nel 2011 con “Antropolaroid”, un testo autobiografico ambientato in Sicilia, dal 1925 ai giorni nostri. “Tutto è partito da un laboratorio teatrale, diretto dalla regista Cristina Pezzoli -spiega Tindaro-: è lì che sono riuscito a confrontarmi con il mio passato e con quello della mia famiglia, e a elaborare il distacco dalla mia isola”.
Ne è nato un racconto a tratti doloroso, che alterna bene e male, onestà e soprusi e che l’attore reinterpreta a ritmo del cunto di tradizionale orale, assorbito insieme al latte materno durante l’infanzia. Tindaro lo rielabora, cambiando voce e postura a ogni personaggio, donna, uomo o bambino che sia, piegando e trasformando il proprio corpo. “Ho ricostruito il fitto intreccio delle mie vicende familiari (tre le generazioni coinvolte, ndr) con gli episodi di cronaca avvenuti nel mio paese, fino alla partenza per Roma” dice Tindaro, che nella pièce presenta al pubblico la storia di una famiglia umile, come quella dei Granata, vessata dalla legge di Cosa Nostra, che qui ha il volto del boss Badalamenti. A scandire l’inizio e la fine di ogni cosa è la morte: dal suicidio del bisnonno Francesco, che quando scopre di avere un male incurabile si toglie la vita, abbandonando la moglie incinta, a quello del giovane Tino Badalamenti, coetaneo di Tindaro, dopo che il padre viene indagato per delitti di mafia.
Premiato dai ragazzi della Giuria popolare del premio Anna Pancirolli e dall’Associazione nazionale critici di teatro, “Antropolaroid” è uno “spettacolo di formazione” che colpisce l’attenzione dei giovani. “Per questo ho deciso di dare spazio alle loro domande e incontrarli nelle scuole di tutta Italia -conclude l’attore-, perché l’arte può aiutare a superare ogni paura e a parlare di legalità”.

Articolo pubblicato su Terre di mezzo street magazine di maggio 2012

Antropolaroid sarà presentato al Festival delle Colline Torinesi il prossimo 13 giugno, qui il video di presentazione

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