Le ricette di Baba – Terre di mezzo street magazine aprile 2012

Barbara Apuzzo in Baba 2012 @rosybattaglia @batblog

“Benvenuti alla Chiocciola d’oro!”. L’accoglienza è calorosa, non lascia spazio alle titubanze dello spettatore abituato ai ritmi mordi e fuggi delle sale teatrali tradizionali, e riserva sicure sorprese. Per una sera alla settimana (e sarà così tutte le domeniche fino a fine maggio) l’Ambulatorio d’arte Vanghè, a Milano, apre le porte a un progetto che unisce teatro, cibo, vino e parole. Ingredienti “appetitosi”, per una ricetta inusuale proposta dall’attrice e autrice Barbara Apuzzo, classe 1976, già premio Scenario nel 2005, che accompagna gli spettatori in “Baba”, viaggio allegro e commovente alla ricerca di una normalità, a tratti sognata, a tratti conquistata.

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“L’idea, nata insieme agli amici di Vanghè (Eugenio Ferrario, Laura Gamucci e Mario Nuzzo) è quella di prolungare il contatto stabilito con il pubblico, durante lo spettacolo -racconta Barbara-, con una nuova e, al contempo, antica convivialità”. Innata per lei, nata a Palermo da genitori partenopei e trapiantata poi a Milano.

Una condivisione fatta di incontro e conoscenza che cresce davanti a un bicchiere di buon vino e a un menu preparato con cura dopo che, in un rapido cambio, i tavoli rubano la scena alla piccola platea. Ma l’atmosfera che si crea nasce già prima di un tavolo apparecchiato, scaturisce semmai dall’intensa commozione e dalle calde risate provocate da “Baba”.

“C’è molto di autobiografico nel racconto che ho scritto con il regista Gigi Gherzi confessa l’attrice. Un passato che ritorna nell’incontro tra Baba, donna ormai adulta e autonoma che convive con i suoi handicap fisici, e Giorgia, una bimba disabile che chiede solo di essere ascoltata e di non essere invisibile. Con loro va in scena la storia universale di un’amicizia, fatta di complicità, gioco e un reciproco riconoscimento. Simbolo di tutto questo è una rana di peluche, metafora della simpatia ma anche della goffaggine di un corpo “che dondola”. Corpo che l’attrice rende libero e leggero in una danza suggestiva fatta di evoluzioni e rotolamenti.

“La Chiocciola d’oro è il ristorante immaginario dove Baba e Giorgia si son incontrate” conclude l’attrice. Nella realtà è diventato un luogo in cui intrattenere e nutrire gli amici e dove, grazie alla forza del teatro, anche una piccola rana può trasformarsi in una meravigliosa farfalla”.

Rosy Battaglia

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