We are more: 100 mila firme in Europa per la cultura #wearemore

We are more Il prossimo 10 maggio 2012 i ministri della cultura dell’Ue si incontreranno a Bruxelles per la definizione dei finanziamenti europei per la cultura e la creatività (programma Creative Europe 2014 – 2020). Una data cruciale per le sorti delle politiche culturali in Europa e nei singoli Stati.

Il 29 marzo, a poco più di un mese da quell’incontro, è stata organizzata a Roma presso la Città dell’altra Economia,  una giornata di riflessione per riaprire con forza il dibattito tra l’opinione pubblica, gli operatori e le organizzazioni culturali, la politica, le istituzioni italiane ed europee sulla centralità degli investimenti in cultura, tanto più in un periodo di crisi sociale ed economica come quella attuale.

L’evento è organizzato da Arci (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana), Eccom (Centro europeo per l’organizzazione e il management culturale), Gai (Giovani artisti italiani) e Perypezye urbane (Media collective), soci di CAE (Culture Action Europe), in collaborazione con la Fondazione Rosselli.

CAE è la rete europea che, in partenariato con la ECF (European Cultural Fondation), ha promosso la campagna We are more lanciata nel 2010 che, anche attraverso una raccolta di firme (l’obiettivo è 100mila entro il 10 maggio).

La Campagna si propone di influenzare i negoziati relativi alla definizione del budget dell’UE per il decennio a venire, con l’obiettivo di rafforzare il riconoscimento del ruolo delle arti e della cultura nello sviluppo delle società europee. Alla Campagna hanno aderito politici, esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.

Questo il Manifesto da sottoscrivere.

Manifesto della campagna europea we are more per la difesa delle arti

 ‐ Siamo in tanti non solo ad apprezzare ma anche a produrre le culture europee contemporanee. Siamo molto più di tanti. Siamo più che produttori e consumatori. Ci impegniamo per i diritti culturali, l’educazione e la cittadinanza attiva.

‐ Crediamo che la forte tradizione europea di finanziamento pubblico delle arti è ciò che garantisce la diversità, l’accessibilità e la qualità delle produzioni artistiche per tutti.

‐ Le arti, la cultura e le discipline umanistiche ci coinvolgono e ispirano, e ci stimolano a sfidare il mondo in cui viviamo. L’investimento nelle arti, dalla scuola materna fino alla terza età, è ciò che permette lo sviluppo di società creative, innovative, democratiche e plurali. Proviamo a immaginare un nuovo investimento pubblico a lungo termine che contribuisca al progresso umano, sociale e ambientale.

I governi nazionali e i responsabili politici dell’UE stanno prendendo decisioni sul prossimo bilancio UE che influenzerà nei prossimi dieci anni il sostegno alle attività culturali, da cui tutti coloro che vivono in Europa traggono beneficio.

ADESSO È IL MOMENTO di fare sentire la tua voce –

Firma il manifesto della campagna

we are more

Ai governi nazionali – ai responsabili politici europei:

Ci appelliamo a voi per far crescere il sostegno alla cultura nel prossimo

bilancio UE al fine di rafforzare il riconoscimento del ruolo delle arti e della

cultura nello sviluppo delle nostre società europee.

 www.wearemore.eu/manifesto

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  1. […] Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987) […]

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