Nati in Italia e rinchiusi nei CIE? Il giudice dice no

I diritti umani non si sgomberano @batblogSono nati, hanno studiato e sono sempre vissuti in Italia. Ma hanno la colpa di avere dei genitori bosniaci, ora “per giunta” ambulanti disoccupati, che non li hanno naturalizzati italiani alla maggiore età. Rischiando, per questo, di essere estradati in un Paese che non è il loro e che neppure li riconosce.

Andrea e Senad, fratelli  ventenni di origine bosniaca sono stati rinchiusi nel centro di identificazione ed espulsione di Modena da febbraio perché disoccupati. I due ragazzi si sono ritrovati in un vero e proprio limbo determinato dalla nostra legislazione.  Ma il giudice di pace,  chiamato a confermare il loro fermo (che ora può durare fino a 18 mesi) o  l’espulsione,  ha invece disposto con ordinanza la loro liberazione e ha annullato il decreto d’espulsione a loro carico, emesso dal prefetto di Modena, perché ha stabilito che “in quanto nati in Italia non sono espellibili”.

Avevo scoperto la loro storia qualche giorno fa, grazie al blog di Seconde Generazioni, l’associazione di giovani italiani nata da genitori di origine straniera, nota come RETE G2. La notizia, data dai notiziari locali e ripresa da Il Fatto QuotidianoRepubblica, è la punta dell’iceberg di quanto succede  nei Centri di Identificazione ed Espulsione, come hanno testimoniato Gabriele Del Grande (FortressEurope) e  Ilaria Sesana che ha cercato di entrare nel CIE di Torino a gennaio.

Come bene racconta Gabriele Del Gande, nei CIE,   di fatto, ci finiscono spesso le persone che non ci dovrebbero essere. Poveri, disoccupati, rifugiati politici, donne (e a Lampedusa anche 300 bambini come hanno denunciato gli avvocati di Terre des Hommes). Persone che risiedono in Italia da tanti anni ma che avendo perso il lavoro non hanno potuto rinnovare il permesso di soggiorno.

Ha senso tutto ciò? Quanto costano questi centri così fortemente voluti dal nostro precedente Governo, che impediva l’accesso alla stampa proprio per non documentare cosa sta succedendo?

I CIE fanno notizia solo quando gli imprigionati (come altrimenti possiamo chiamarli) cercano di evadere? Eppure anche il resoconto reso noto il 6 marzo 2012 della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato denuncia diritti calpestati e impegni internazionali dimenticati.

L’Italia sono anch’io, si intolava la campagna per modificare la Legge del 5 febbraio 1992, N.91, andata a buon fine, grazie alla firma di 109.268 italiani.  Una proposta per far sì che anche per i ragazzi nati da genitori stranieri, diventino finalmente, a tutti gli effetti, nostri concittadini.  Una campagna che forse ricorderete ha ricevuto anche l’attenzione del nostro Presidente della Repubblica, che ha voluto ricevere i nuovi cittadini italiani.

Anche perchè i ragazzi della G2 sono quasi un milione e oltre la metà di loro è minore. E rischiano alla maggior età di non veder riconosciuto alcun diritto di cittadinanza.

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