#Notav: il conto da pagare e la politica che non c’è.

no tav alla marcia per la pace perugia assisi @batblog rosybattagliaGiriamo la frittata come vogliamo. Le verità e le ragioni su quanto sta succedendo in Val di Susa non possono essere solo quelle descritte dal video di Corriere TV che ritraggono Marco Bruno, il valligiano provocatore del giovane carabiniere in assetto antisommossa. Ne’ quella del video di YouReporter che ritrae l’uso della forza di Polizia per fare irruzione in un bar pieno di persone inermi a Chianocco.

Insomma che ad ogni movimento popolare si dipinga la partecipazione dei cittadini come voglia di scontro, grazie ai soliti infiltrati, black-bloc, antagonisti, ogni volta liberi di sfasciare tutto,  per coprire le ragioni vere di una lotta democratica, siamo stufi.

Di Scuole Diaz, lacrimogeni, 15 ottobre e compagnia bella, ne abbiamo già visti abbastanza. E che lo Stato Italiano scelga solo l’Ordine Pubblico per governare questi conflitti, per trattare con l’esasperazione, ci lascia alquanto perplessi.

Non vogliamo neanche essere condizionati dal sapere, come leggiamo oggi su “Il fatto quotidiano”, nell’inchiesta di Ferruccio Sansa, che l’unica impresa che si è aggiudicata i lavori per la costruzione del tunnel ispettivo (che di questo che siamo parlando, di un tunnel ispettivo)  a Venaus è la CMC (Cooperativa Muratori e Cementisti) di Ravenna, tra gli inserzionisti di ItalianiEuropei, giornale dell’omonima Fondazione di Massima D’Alema, additata dai NOTAV, come “cooperativa rossa”.

Né vogliamo farci interferire dalle  dichiarazioni precise del Piero Fassino sindaco di Torino:  “Non si vuole costruire la Torino Lione “perché tanto si è aperto un cantiere e non si può tornare indietro” (Adriano Sofri su Repubblica ndr) ma perché strategica per il paese”.

Che politica ed economia vadano a braccetto non solo nel nostro Bel Paese, ben infischiandosene del ben-essere dei cittadini, è sotto gli occhi di tutti. E che di questo ci faccia le spese la democrazia, altrettanto.

Forse sono stupide illazioni, e visto l’aria che tira faremmo bene a tenere per noi.  Cominciamo ad invecchiare, ma, che disdetta, tendiamo a non dimenticare e a cercare di collegare, capire, perché accadano certi fatti e perché questo Paese non ne voglia  sapere di crescere, non solo economicamente.

Alcune immagini ci disturbano, ci impediscono il sonno.

Sono quelle di Luca Abba, agricoltore valsusino e attivista NOTAV fulminato dopo essere salito da quel pilone vicino alla Baita Cerea a Chiomonte.  A cui associamo gli operai della Wagon Lit in cima alla torre del binario 21 in  Stazione Centrale di Milano da quasi tre mesi.

Non riusciamo a non pensare che, così mentre è sempre più difficile raggiungere il nostro Sud in treno, isolandolo ulteriormente (e praticando di fatto la secessione in cui neppure la Lega Nord era riuscita), si ritiene indispensabile un’opera per collegare Torino a Lione in tre ore e mezza, di cui davvero ci sfugge la priorità europea. E le parole di Pietro Fassino  “la Torino –Lione è un’opera strategica per il Paese”, ci risuonano alquanto sinistre.

Ma di che Paese stiamo parlando? Dopo che abbiamo rinunciato al ponte sullo Stretto, alle Olimpiadi, confidiamo il risorgere dell’Italia in un’opera già vecchia (vi consiglio di visionare l’infografica de LINKIESTA che rende molto bene la tormentata vicenda e le sue origini), già ridimensionata dagli stessi progettisti, viste le scarse previsioni di traffico, come ben illustra il prof. Marco Ponti,  docente al Politecnico milanese di Economia dei Trasporti su La Voce.info. Il quale ci mostra come la sua stessa insostenibilità economica l’abbia di fatto ridotta ad un’opera low cost, da 23 a circa 3 miliardi e mezzo, necessari per solo un primo tratto. Rendendola praticamente, inutile, aggiungiamo noi, in una valle già attraversata da: ferrovia, austrostra, elettrodotto e due strade statali.

Quindi, una grande infrastruttura pensata e sostenuta, allora, da un potentato economico trent’anni fa, sullo sfondo di un’Italia pre-crisi, ancora manifatturiera, oggi tenuta in piedi solo in minima parte dai finanziamenti UE ( vedi sempre l’analisi di Ponti), con rapporto costo-benefici davvero discutibile, eppure difesa bipartisan dalla classe politica italiana, di destra e di sinistra.

La stessa che rappresenta un’Italia che non sa ancora ridisegnare un proprio futuro.

Ecco il punto. Ma chi lo deve disegnare questo futuro? Se la politica abdica totalmente all’economia, giustifica ogni decisione presa dall’alto e non da’ uno sguardo ai territori, non parla con i Sindaci, i movimenti, le persone che ci vivono su quella terra ?  E che un sogno, un progetto ce l’hanno?

Preciso. I Passera, i Monti, i Cancellieri, non sono i primi responsabili di questa mancanza di attenzione, di dialogo con una parte di popolazione che, purtroppo o per fortuna, ha la consapevolezza dell’impatto ambientale che una grande infrastruttura potrà portare sulla vita dei propri figli, sulle proprie terre, sulla qualità di un’esistenza sempre più scadente.

Stasera a Servizio Pubblico ci sarà Bersani. Lo ascolteremo.

E qualunque cosa dirà, pro o contro NOTAV, sappiamo ormai per esperienza, che dove la voce dei cittadini è stata sommessa o piegata dai quattro soldi degli espropri in cambio di benessere, lavoro e sviluppo, sono rimasti solo territori sventrati, aria e acqua avvelenati, disoccupazione.

Glielo vorremmo ricordare.

Il conto da pagare, allora, presto o tardi, è e sarà, sempre, per tutti.

Comments

  1. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: