Nonostante tutto siamo le più forti

I numeri li sappiamo. Non ci servono statistiche per sapere che siamo le  prime ad essere licenziate.

Le più povere.

Le più deturpate.

Le più violentate.

Le più sole.

Le più stressate.

Ma il  fatto è che il cambiamento passa attraverso noi.  Come attraverso il nostro corpo passa la creazione della vita.

In quei Paesi del mondo dove il rispetto della donna e le pari opportunità sono ormai una consuetudine sociale e culturale, tutta la comunità ne raccoglie i frutti. In termini di benessere e qualità della vita. E questo è un altro dato di fatto.

Ci meritiamo, allora, compagni degni di migliorare con noi questa misera esistenza in questo minuscolo granello di sabbia nell’universo.

Ci meritiamo una politica con la P maiuscola. Non riversa verso se stessa, verso il proprio potere e piacere.

Sono d’accordo con l’analisi di  Lucia Annunziata, che in bell’editoriale su La Stampa, nei giorni scorsi,  ha ricordato come il 2012 è l’anno delle donne che decidono. Anche in Italia, ricorda Annunziata, ci sono tre donne in ruoli chiave: Elsa Fornero, ministra del Welfare  e Pari Opportunità. Susanna Camusso, leader del maggior sindacato dei lavoratori italiano e Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria. Oltre il ruolo importantissimo delle ministre Paola Severino ed AnnaMaria Cancellieri.

Ma al di là delle donne che il potere ce l’hanno, e di cui tutti speriamo facciano buon uso per l’intera collettività, “c’è un enorme serbatoio umano – cito sempre l’illustre collega-  “di aspirazione, insoddisfazioni, ambizione e talento che ribollono nelle piccole mani e grandi teste delle nuove generazioni femminili“.

Ed è così. Attraverso la rete lo stiamo comprendendo, finalmente. Siamo in tante. Nel 2011 ci siamo palesate in Italia, con diverse modalità.

Dalle piazze come con il movimento del 13 febbraio  alle campagne web come “2 euro per 10 leggi“. Dai blog ai luoghi di lavoro.

Ecco,  il mio desiderio per quest’anno è  che tutte e tutti noi si riesca, insieme, a cambiarlo un po’ questo Paese.

Partendo dai piccoli numeri. Per arrivare ai grandi.

Nonostante tutto, siamo le più forti. E il cambiamento passa attraverso di noi.

Comments

  1. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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