Le sue lacrime…e il nostro sangue

Non mi eserciterò nell’ennesima analisi sulla commozione che ha turbato la ministra Elsa Fornero, ieri,  nella conferenza stampa di presentazione del decreto “Salva Italia”.

C’è chi lo ha fatto in maniera completa esauriente, come Giovanna Cosenza o la redazione della 27esimaora a cui rispettivi post vi rimando.

Vi dirò, invece, che ero molto intenta ad ascoltare quello che la stessa ministra stava enunciando.

Ciò che ho compreso e che oggi le varie infografiche sui quotidiani cartacei e online hanno ben esemplificato è che saranno soprattutto le donne a pagare in termini di lavoro, vita e come diceva la mia nonna “di sangue buttato”,  una buona parte del gettito immediato  necessario al governo Monti per impedire il default.

La visione della ministra, illustrando la manovra, è la realizzazione di teorie che la stessa sostiene da tempo, come ricercatrice ed economista. Sacrifici per tutti in cambio di equità tra le generazioni. Tagli ai privilegi e flessibilità.

Questa visione però l’ho correlata ad un altro dato, arrivatomi alle orecchie nei giorni scorsi.

Un capitoletto dell’ultimo Rapporto del Censis, dove alla voce “Salute” scopriamo che il genere conta, in questo caso, visto che sono proprio le donne in Italia a sobbarcarsi l’impegno nel lavoro di cura assistendo  il  54,3% dei mariti malati.  Pagandone spesso il prezzo in termini di problemi psicologici e di salute. Ma quando tocca a loro, non sono i mariti a curarle, bensì sole e malate, sono ancora le figlie, in netta maggioranza a prendersi cura delle madri, o affidarle alle cure di badanti.

Ecco, io penso che Elsa Fornero conosca bene, da studiosa, questi scenari.

Come non voglio dimenticare che se ci ritroviamo in questa situazione non  è certo a causa del  governo Monti, in carica da 18 giorni, ma per la devastazione politica dell’ultimo ventennio.

Questo, però, non vuol dire che non sia necessaria una contropartita. Anzi.  La mia generazione deve crescere figli, fatti in età matura, assistere genitori malati, raccogliere fondi e aiutare gli insegnanti della disastrata scuola pubblica e  chi più ne ha ne metta. Nel frattempo da lavoratrice dipendente è diventata precaria.

Non voglio ripetere, lo già fatto alla nausea su BATBLOG, i dati OCSE che analizzano come il minore valore dato al lavoro della donne e  alla conciliazione di tempi lavoro-casa-famiglia, sia un costo enorme per la collettività.

La ministra del Welfare che è anche ministra delle Pari Opportunità, questi dati li conosce bene, ne sono certa.

Ministra Fornero, allora ce lo dica lei: che cosa otterremo in cambio di tutto questo “sangue buttato”?

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