Bambine e bambini: l’Italia sono anche loro

Canterini in TV,  esperti dlibbatori sui campetti di calcio. Con in mano un I-pad mentre i genitori fanno altro. Ma  senza un libro in casa. Senza mai essere stati a teatro. Che passano dall’obesità all’anoressia. Ci sono anche quelli che non hanno mai tirato al pallone insieme a papà ma giocano già con la consolle.

Protagonisti di spot e campagne pubblicitarie, sfilate e ricerche di marketing sempre più affinate.Ma sembre più bistrattati, ignorati nei loro bisogni primari.  Affetto, gioco, istruzione, accesso ai luoghi sociali e culturali. Ad un cibo buono e salutare.

Le bambine e i bambini italiani sono forse l’unica leva per incrementare i consumi, ora più che mai.

Non so se, davvero, ci stiamo rendendo conto di quanto vogliamo che scimmiottino noi. Di quanto li stiamo derubando di ogni sogno, mettendo loro tra le mani e in testa solo i nostri, effimeri, desideri.

Eppure, proprio alla luce di queste personali considerazioni (frutto però anche di qualche anno di impegno nel Gruppo CRC) mi scandalizza, mi indigna profondamente ricordare in questa giornata, in cui ricorre l’ennesimo anniversario della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, come proprio le bambine e i bambini italiani siano quelli che si sono più impoveriti all’interno dei Paesi OCSE.

Povertà che significa minori risorse a scuola, a casa, nei luoghi pubblici.  Ma anche abbandono scolastico, minore accesso all’affido familiare. Al nord come al sud.

Nei campi rom, come nei quartieri residenziali o popolari.

Mi scandalizza che quasi 699mila minori nati in Italia da genitori migranti che studiano nelle “nostre” scuole, giocano con i “nostri” figli, apprendono la “nostra” cultura, per il nostro ordinamento non siano  cittadini italiani. E si deve alla società civile  la campagna “L’Italia sono anch’io per dare loro questo diritto, non certo alla classe politica che finora ci ha governato.

Andate poi a a guardare l’atlante sull’infanzia a rischio elaborato da Save the Children e potrete farvene un idea. Sono cose risapute tra gli “addetti ai lavori”. Che non fanno notizia, né provocano clamorosi scoop.

Povertà minorile, lotta alla discriminazione, taglio delle risorse, mancanza dati, minori con disabilità, dispersione scolastica, accoglienza dei minori stranieri. Queste solo alcune delle raccomandazioni che il Comitato ONU ha rivolto al nostro Governo.

Chissà che con il vento di normalità che comincia a spirare in questi giorni, in mezzo a tagli, patrimoniali e ICI, si torni a parlare anche di loro.

Il nostro futuro.

PS Segnalo dal sito http://www.minori.it  alcune iniziative della giornata.


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  1. […] e oltre la metà di loro è minore. E rischiano alla maggior età di non veder riconosciuto alcun diritto di cittadinanza. Rate this: Share this:TwitterFacebookLinkedInEmailLike this:LikeBe the first to like this […]

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