##2eurox10leggi è un progetto nato sulla rete. Ma che dalla rete vuole e deve uscire

 “Basta parlarsi addosso“.  Ha detto bene la collega Rita Querzè su La 27esima ora, blog su Corriere.it,  parlando di noi. Delle donne e degli uomini che hanno aderito a questa campagna che, come ho già scritto, non è solo una provocazione.

#2eurox10leggi è un progetto nato sulla rete. Ma che dalla rete vuole e deve uscire. Comprare una pagina del Corriere, come illustri capitani d’industria, può essere discutibile. Certo può servire a ribadire e ricordare al Paese che non si può parlare di crescita e sviluppo se non si pongono una volta per tutte delle basi ferme di parità tra i sessi nella società italiana.

Ma quello che emerge dalle proposte di legge è anche: ma che sviluppo cerca l’Italia? Che flessibilità si chiede alle famiglie, ai bambini, alle donne, ai ragazzi, agli anziani? Alle categorie “deboli” viste come un peso insostenibile davanti ai tagli imposti dai “mercati” e della Comunità Europea?

Si continua a citare il dato che le famiglie italiane come tra le  meno indebitate d’Europa. E meno male. Altrimenti come avrebbero potuto sopportare una riforma incompiuta del Titolo V della nostra Costituzione, che di fatto si è tradotta unicamente in acute differenze tra i livelli minimi di assistenza?

Cosa voglio dire? A Palermo i bambini delle scuole pubbliche materne o primare, non sanno cosa sia una mensa scolastica. A Mantova il doposcuola scolastico è gratuito.  A Varese costa almeno 25 euro al mese per alunno. A Roma un po’ in un modo, un po’ in un altro.  E’ solo schizofrenia nella gestione pubblica o il  segnale della mala amministrazione di questi anni?

In cosa si traducono questi dati? In un paese a due velocità, che si trascina lentamente nel fango, come ci hanno ricordato i fatti delle scorse settimane. Ma se c’è ancora chi sta in silenzio, c’è chi sta incominciando ad alzare la voce. A cui, dicevo, nel post “FATE PRESTO”, bisogna dare ascolto.

Ora, mi sembra lapalissiano che tutta, dico tutta, la nostra classe dirigente sia in crisi.  Eppure ho visto  parlamentari (donne) lavorare seriamente per un progetto comune, come il benessere degli adulti di domani, anche in questo governo uscente. Vedi la Commissione Bicamerale per l’Infanzia, ad esempio. Un lavoro buttato alle ortiche da ministri inetti. E non solo per questioni di cassa.

Chi si è riempito in questi anni la bocca di famiglia, di donne che devono stare a casa a curare i figli, “tanto non gliela mica prescritto il dottore di lavorare” (frase pronunciata da un sottosegretario della nostra Repubblica), la famiglia italiana,  l’ha praticamente distrutta, abbandonata.  Parlate con qualcuno degli operatori dei nostri consultori, quelli ancora aperti. Ragazzi, donne, uomini, coppie, anziani, migranti in preda al disagio. Ansia, depressione, anoressie.

Si sta male,  e tanto.

Un disagio non solo economico, a cui la politica deve rispondere. Ma ne è incapace, come è sotto gli occhi di tutti .

Ecco perché penso  che la sola soluzione possibile ad un cambio di sistema sia  una maggiore partecipazione. Le varie #occupy in giro per il mondo, che a noi italiani sembrano tanto anacronistiche, dovrebbero farci invece riflettere sulla necessità di una nuova e rinnovata partecipazione alla vita pubblica.  Che passa anche attraverso la rete, ma che lì  non si ferma e non si esaurisce ma si rilancia. E si traduce in qualcosa di concreto. In un movimento abile a non farsi cooptare o bastonare, come spesso è successo in questi ultimi 10 anni.

Nelle proposte di 2eurox10leggi si parla diritto alla maternità,  democrazia paritariamerito. Di ripristinare diritti che piano, piano sono stati o saranno cancellati. Dagli asili nido, dico gli asili nido. Alla pensione di reversibilità per le donne vedove. Al diritto di non firmare lettere di licenziamento in bianco se si rimane incinte.

E’ richiesta intelligenza, conoscenza e preparazione. Ed ognuno di noi deve fare la sua parte. Anche non rinunciando alla pratica politica, ma  facendolo in modo nuovo.

Ecco #2eurox10leggi potrà sembrare uno scherzo, una strampalata. Ma francamente non lo è. 

Trackbacks

  1. […] lo sappiamo. Abbiamo una sola certezza: crediamo sia possibile. E perciò ne parliamo: in rete come nella realtà, sulla bacheca di facebook e al bar con un amico, con gli amici giornalisti […]

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