Sul Titanic con Tremonti?

Così non fan tutte_Batblog@rosybattaglia Dall’elenco draconiano pubblicato ieri sul Sole24 ore, all’appello del Presidente Napolitano. Dalla  speculazione sui mercati finanziari con la prova di forza in Borsa dei giorni scorsi,  lo spettro “Grecia”, all’aumento smisurato del debito pubblico. C’è un gran movimento delle istituzioni e del sistema economico per far digerire agli italiani , per la verità un po’ distratti, l’approvazione di questa manovra economica per il pareggio di bilancio entro il 2014.

La voce più acuta e critica contro questa “marea montante” l’ho colta sulla prima pagina di Repubblica oggi, dove Stefano Benni, immaginando un “notiziario televisivo interattivo a pagamento di economia” in cui  l’utente chiede ripetutamente ” Scusi, ma chi sono questi speculatori ?”, non ottiene alcuna risposta, o quasi…

Nella realtà “libera” del web, intanto, chi osa dire “noi la vostra crisi non la paghiamo“, come Monica Capo, blogger su LINKIESTA, appellandosi ad un primato della società civile sull’economia fine a sé stessa, viene duramente rintuzzato.  Ma anche la “casalinga di Voghera” capisce bene come un vero disegno politico, non solo per il pareggio di bilancio, ma pure per lo sviluppo, non ci sia.  Che si stia tagliando a caso e dove si faccia prima e sulla pelle dei più deboli, già da lunedì, per chi dovrà recarsi al pronto soccorso o dovrà fare una visita medica, è lapalissiano.

Non occorre un master in economia per leggere la realtà di tutti i giorni, quella che guarda caso, forse, le donne tastano con mano. Negli asili, nelle scuole, negli ospedali, sui trasporti già ridotti ai minimi termini, in lotta per una conciliazione tra casa e lavoro praticamente impossibile.

In un Paese che dopo la riforma del titolo V della Costituzione è lontano anni luce, ad esempio, dal definire il livello essenziale di prestazione sociale per tutti i cittadini, dai bambini agli anziani, nelle varie regioni italiane, da nord a sud. In un Paese dove, però, la pressione fiscale è una delle più alte d’Europa (mi ripeto), davvero qualcosa non va.

“E’ come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe”, ha detto, oggi, il Ministro Tremonti prima della votazione al Senato.

E’ forse è proprio in questa frase la natura stessa di questa manovra. Se non si salvano i passeggeri di prima classe (chi sono? gli speculatori, la classe politica che rimanda alla prossima legislatura il taglio non alle proprie indennità ma addirittura al “vitalizio”?), di certo, quelli di terza o quarta, bambini, giovani precari, anziani pensionati, stanno già affogando.

Che le donne pensanti e non quiescenti,  dicano forte e chiaro,”Fateci scendere, noi non saliamo” è davvero il minimo.

Se non ora, quando? 

Trackbacks

  1. […] a dire, dopo “Lega mangia lega” che,  chi di Tremonti ferisce, di Tremonti perisce.  E di emigrazione […]

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