Così NON fan tutte

Così non fan tutte_Batblog@rosybattagliaReduce dalla prima “uscita di piazza” del 2011. A Milano, sabato pomeriggio, dopo aver sottoscritto l’appello “Ora basta” lanciato da Concita De Gregorio. Stimolata anche da diverse amiche giovani e meno giovani, che nei giorni precedenti mi avevano mandato e-mail, loro riflessioni, articoli, allarmate dal fatto di un “limite” superato.

Come milioni di italiane, sono  stufa del sexi-gate presidenziale, stufa dell’uso indiscriminato non solo del corpo delle donne, ma anche della loro mente, della loro intelligenza. Stufa del fatto che non si parli dei problemi urgenti delle donne, dei bambini, delle famiglie, della nostra, sempre più, povera vita. Nel sentore che ancora una volta si usino “le donne” per scopi ben lontani dal loro benessere, dal riconoscere la loro reale importanza in questa società. Senza pensare al vero ruolo politico che si  meritano.

Riflessioni.

Un abisso separa le donne di tre generazioni. Tutto quello che è stato conquistato da madri e nonne è di fatto stato trangugiato nell’epoca attuale. In nome anche di un femminismo che io non rinnego, ma che, bisogna dirlo, risulta demodè e dà tanto fastidio alle nuove generazioni.

Basta pensare alla regressione sulla parità di diritti al avoro, a scuola. Dall’educazione sessuale mancata delle teen ager, dall’altrettanto mancato rispetto per se’ stesse e per le proprie aspirazioni. Mentre vedo giovani madri, figlie della tele-crazia, tornare ad allevare i giovani figli maschi come piccoli principi e le femmine come piccole cortigiane. Scuola di calcio per i primi, danza per le seconde.

Ma “Cosi Non fan tutte”, come dice il cartello scritto da quella giovane donna da me fotografata ieri. Ancora una volta, siamo noi ad avere in mano il nostro destino e quello dei nostri figli.

ps: Per carità, anch’io sognavo di fare la ballerina a 5 anni. Ma tutto questo rosa, questo compiacimento in funzione di una finta femminilità, di un ritorno alla debolezza, mi infastidisce. E ringrazio il cielo di aver partorito un figlio maschio. A cui sto cercando di insegnare il rispetto per le bambine, l’autonomia e anche , la non-dipendenza (ed è doloroso) dalla madre. E magari anche a ballare, senza vergognarsi.

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