“I have no a dream”

Alla fermata del 50, stasera, l’immagine di Antonio Albanese nei panni di Cetto LaQualunque. “I have no a dream”, recitava il cartellone. 

E nel riquadro “esce il 21 gennaio”.  Io e una signora in attesa squadriamo la locandina e ci scappa contemporaneamente da ridere. 

Abbiamo pensato la stessa cosa.

Solo scorrendo i primi titoli dei giornali di oggi, ancora una volta la realtà ha superato la finzione. E’ ormai già surclassato il principe del partito “du pilu”.

Meglio, cercando di non scadere nella volgarità, citare Massimo Gramellini sulla Stampa, “buongiorno tristezza”.

Ma intanto a noi è scappato da ridere, ” come se non ci fosse da piangere”, ci siamo dette.

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