Un arrivederci necessario. Buona estate da @bat_blog

lavori in corsoNo, non è un congedo, questo, solo un arrivederci necessario.

Intanto grazie. Grazie a tutti voi che in questi anni, mesi, giorni avete seguito Batblog, lo avete letto e siete passati di qui . Grazie per aver  lottato insieme a me in questo piccolo angolo della blogosfera, che un po’ si è distinto  per aver sostenuto campagne, valori, diritti. Sociali, culturali, di genere. Anche attraverso Facebook ma, anche e soprattutto attraverso Twitter.

Con il mio lavoro in rete ho cercato di tracciare delle vie di uscita, in questo momento di forte depressione, di incertezza, di delusione. Ho scritto e ho cercato di guardami intorno, di tessere relazioni , di selezionare buona informazione e ho cercato di capire. Insomma ci ho provato, ho cercato di tenere fede a quel “pensieri per resistere e idee per vivere meglio”.

Non so se ce l’ho fatta, ma voglio che sappiate quanto ho apprezzato  il vostro sostegno, il vostro affetto, la vostra condivisione. Ma anche la complicità e l’intesa, come i tanti sorrisi che siete riusciti a strapparmi in molte giornate precarie sempre uguali.

Vi sono grata ma, come l’anno scorso di questi tempi, ho bisogno di “staccare la spina”. Devo dire oggi più che in passato. Sarà l’invecchiamento precoce, sarà che l’iper-connessione ha lasciato il segno.  Sarà che sono stanca fisicamente e mentalmente e mi sembra davanti al pc, di avere sempre troppe cose da fare. E nel doverlo fare con sempre maggiore responsabilità ed attenzione, di ritrovarmi in un vortice infinito, dove non riesco a schiacciare il tasto off.

Proprio per questo, non voglio dimenticare a me stessa,  come donna, madre, persona, che fuori di qui c’è un mondo. Magari meno accondiscendente, meno solidale con le mie battaglie a tutela di diritti, valori e principi sacrosanti ingoiati da spread, precarietà, soprusi. Ma un mondo che ha bisogno che io ci sia.

C’è un articolo che mi ha fatto riflettere molto, e in cui molti di noi penso si ritroveranno. Si intitola “Anxiety: The ‘Busy’ Trap”  di Tim Kreider, http://nyti.ms/LHhR8W.  Su Internazionale trovate la sua bella traduzione sotto il titolo “Ho da fare”. Vi consiglio di leggerlo. Io mi sono imposta di rifarlo spesso.

Non so se, da iperattiva quale sono, riuscirò a trasformarmi in una “ambiziosa pigra”, ma concordo su una cosa con Kreider. “La vita è troppo breve per darsi davvero da fare”.

Forse, devo farmene una ragione. Intanto per non sbagliare stacco per un po’ e vi auguro dal mondo là fuori, buona estate.

Trackbacks

  1. [...] Hanno ragione i “colleghi” di Generazione Perduta, di cui apprezzo e condivido il manifesto. [...]

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