Non si vola davanti ai cancelli di Mirafiori.
Dallo “sbatti la tuta blu che piange in home page” al tragico teatrino andato in onda a Porta a Porta ieri sera che vedeva gli schieramenti di operai e quadri Fiat del sì e del no litigare davanti alle telecamere. Dove, in studio, uno dei maggiori rappresentanti sindacali italiani (Angeletti) interveniva contro il diritto di sciopero. Dove il ministro del Welfare non chiedeva conto all’ AD Marchionne del piano industriale e dei suoi investimenti, dimenticando i sostegni di stato alla maggiore industria italiana. Mentre il gruppo torinese oggi ha annunciato, dall’America, l’aumento della sua quota in Chrysler dal 20% al 25%.
Non si vola in Piazza Grande a Bologna, dove muore un neonato di 23 giorni per broncopolmonite. E cade come cemento, nel vuoto dell’indifferenza, ogni parola.
Non si vola davanti all’ambiente lombardo che ha perso le sue sentinelle. I tecnici dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), non svolgeranno più funzioni di polizia giudiziaria. Quindi, non dovranno più segnalare alla magistratura contaminazioni accertate e violazioni normative, ma le dovranno riferire “solo” ai loro superiori.
Non si vola troppo neppure al Tribunale di Milano. Dove 17 studenti disabili e le loro famiglie, sostenuti da Ledha e da Avvocati per niente hanno dovuto fare ricorso alla magistratura per vedere riconosciuto il diritto all’istruzione, altrimenti discriminato. Ricorso, fortunatamente, accolto che dovrà far ritornare a scuola le insegnanti di sostegno, “tagliate” dalla riforma Gelmini, a loro necessarie per seguire le lezioni.
Giuro che oggi avrei voluto inaugurare la categoria “rassegna (stampa) soft: solo buone notizie”.










